a friar style?

well...I simply didn't know what to do during a chilly november night... different thoughts came up to my mind... different cliks lead my hand to a friend's blog...and I wanted the same.

28 February 2007

bro&sis tradition

Ok, my sisters and I have a very long tradition that goes back to the time when we understood how to be annoyingly, brotherly and sisterly nice to one another. The best money you can spend when you're having either a simple day out, or a long trip or adventure is to buy little presents for your loved ones and also send them a nice postcard. Well, we think a bit differently…
We ended up to send the ugliest postcard you can find in the market. The worst part of the whole nice family tradition is to buy the postcard itself. Really when you buy such postcards even the attendants look @ you wondering WHY you are buying such stuff, and you usually get a discount too...
Anyway; here there's the last one my sister M.'s sent me few days ago. I tell you, this is one of the most beautiful ones I've ever received. Let me some time to go through my boxes and I'll post more for the delight of your eyes...

Bye Bye Kira




Two eternal stones to remember you!

25 February 2007

I° Domenica di Quaresima - anno C

I dom. Quaresima – anno C

Lc 4,1-13

Il deserto diventa il luogo dell’incontro con Dio; luogo però dove non è Dio il protagonista bensì l’uomo. È un luogo dove prima di tutto incontro me stesso. In quel “chi sono” sincero, vero, fragile, ho l’opportunità d’incontrare Dio. E’ un incontro con la propria fragilità umana, dove ci sono solo due strade per sopravvivere.
1. o mi faccio io Dio – Adamo ed Eva “sarete come lui” dice il serpente; oppure
2. dove mi riconosco per quello che sono e col bisogno sincero e bello di Dio.

Credo che in pochi altri passi del Vangelo Gesù si sia manifestato così non solo umano, ma anche uomo. Uomo quindi che in umiltà, che nella verità di sé stesso si riconosce impotente e fa della sua impotenza il punto di forza – “è quando siamo deboli che siamo forti” dice S. Paolo.

Ecco questo mi sembra il sottofondo della nostra vita che ci spinge ad essere ciò che spesso non siamo: a crederci più bravi a volte, o meno bravi altre. Da qualsiasi parte pendiamo, se non siamo nella verità di noi stessi – UNICO DESERTO DELL’INCONTRO CON DIO, PERCHÉ SOLO IO E NESSUN ALTRO, POSSO ENTRARE NELL’INTIMITÀ DELLA MIA VERITÀ – allora abbiamo ceduto alla tentazione, non siamo nella verità, siamo scappati da quel deserto dove Gesù è rimasto per quaranta giorni. Siamo nel peccato.

Ogni tentazione che ci vince, quindi il nostro peccato, provoca una rottura nelle relazioni che viviamo. Prima di tutto nella relazione con me stesso – non mi vedo per quello che sono – in secondo luogo con gli altri e poi con Dio. Gesù infatti vince le tentazioni grazie a quell’integrità che c’è in lui tra l’atteggiamento interiore e il suo comportarsi. Ciò che salva Gesù è il suo rimanere LIBERO per quello che è e che gli è dato di essere. Il suo atteggiamento trova il fondamento nella Scrittura, dimostra qui quel “vegliate e pregate” per non cadere in tentazione.

PRIMA TENTAZIONE – “non di solo pane vive l’uomo”. Gesù sa che c’è un di più per l’uomo che sta in relazione con Dio, per l’uomo che a lui si affida – “non preoccupatevi del domani…” ancora “non vedete gli uccelli del cielo, non seminano e non mietono eppure il Padre mio gli dà da mangiare; o gigli del campo come vestono…”. Quindi perché soddisfarci di ciò che ci offre il mondo? Perché trovare godimento in quello che ci viene messo davanti se sappiamo che possiamo godere di un di più? Dio certo non vuole che ci accontentiamo quando è lui stesso a darci il meglio.

SECONDA TENTAZIONE – ancora Gesù fa valere la sua libertà. Ha un atteggiamento di massima libertà nei confronti di ciò che gli viene offerto da Satana: potere e gloria. Gesù otterrà il potere e la gloria da Dio stesso, nel riconoscere la sua Signoria assoluta – tutto sarà ricapitolato in Cristo. Otterrà il potere non perché lo vuole, ma perché da esso è libero. Gesù non rifiuta il potere e la gloria in sé; ma sa che quello che conta è la relazione col Padre, è lui che poi gliela garantirà. Gesù vuole lasciare il suo cuore libero dal possedere; NON VUOLE POSSEDERE PER ESSERE LIBERO DI APPARTENERE AL PADRE.
Anche questa tentazione viene ad infiltrarsi là dove possiamo costruire una bella relazione con Dio. Nella sua forma più infima forse può infiltrarsi negli stessi doni che riceviamo da Dio. Quegli stessi doni possono trasformarsi in idoli, subiamo il fascino e il rischio di stare ore in contemplazione della grandezza, dell’onnipotenza di Dio, del suo stesso amore, fino ad adorare l’idea di Dio, l’intuizione di Dio che per grazia ci è stata data e così godiamo di quella gloria e ci scordiamo di stare invece con lui. Sappiamo che il desiderio di Dio è di stare in relazione con la sua creatura. Possiamo fermarci a godere delle parole del vangelo che ci danno quel senso di “potere” contro il mondo, sui cattivi delle nazioni, che ci inebriano per l’amore che esprimono, ma non dobbiamo scordarci che quelle parole sono vere ed efficaci in virtù di Cristo persona divina e umana. Il venerdì santo adoreremo la croce ma solo perché su quella croce c’è un crocifisso!
Per questo, come sottolinea Bini, dobbiamo sempre ringraziare Dio, per non APPROPRIARCI di nulla, riconoscere che tutte le cose buone vengono da Lui. È solo con questo atteggiamento che riportiamo alla mente e al cuore che tutto viene da Colui che è infinitamente più grande dei suoi stessi doni; di Colui che sapendo questo non può fare altro che donarci sé stesso. Per questo dovremmo arrivare, nel ringraziamento, a dire “GRAZIE DIO PERCHÉ SEI DIO”. E NEL DESERTO DELLA NOSTRA VERITÀ LUI CERTAMENTE RISPONDEREBBE “GRAZIE A TE PERCHÉ SEI TE” PERCHÉ SEI COSÌ COME TI HO CREATO E IO FACCIO SOLO COSE MERAVIGLIOSE. E’ in questa intimissima comunione che si vuole infilare il maligno facendoci credere che possiamo essere qualche cosa di più, che possiamo essere come Dio. In realtà rispondiamo all’immagine di Dio che è in noi solo se diventiamo perfettamente noi stessi. Passando a categorie filosofiche potremmo dire che così come Dio è “colui che è” io sarò come lui se sono così come sono se divento quello che sono. IN QUESTA NOSTRA ASSOLUTA UNICITÀ RICONOSCIUTA E AMATA DA DIO SI CELA LA NOSTRA UGUAGLIANZA A DIO. Per questo ci ama ciascuno singolarmente di amore infinito e Cristo è morto per ciascuno di noi.

TERZA TENTAZIONE – forse è la più forte. Dopo che abbiamo dimostrato la nostra fiducia in Dio e che lui è l’unico referente della nostra vita; ora satana ci spinge a rivolgerci proprio a Colui verso il quale ci rivolgiamo per amore; ma è in questo atteggiamento che ci vuole CONFONDERE. Proprio qui viviamo quella relazione nella sua massima espressione che è di totale abbandono all’altro. NON CI SI LASCIA DIFENDERE DA DIO, MA CI SI ABBANDONA IN LUI. Proprio nel momento della manifestazione della nostra massima fragilità, che è di fronte alla morte, ci viene chiesto di vivere fino in fondo quella relazione di salvezza. Le parole che Satana suggerisce sono quelle della Scrittura che è parola di salvezza, ma è l’atteggiamento che ci rende diversi da satana. Satana ci spinge verso un obbligo, Dio verso la massima libertà. Satana ci spinge a piegare Dio verso di noi perché nella sua mancanza totale di amore non si è reso conto che Dio si è già chinato verso tutto ciò che per amore ha creato.

20 February 2007

My eight flower amaryllis

It's essentially for my sister S. who did not believe me...











Ciao Ciao
Bye Bye

19 February 2007

not the sort of vacation I dream of...

Ok, I've been out with the scout this past week-end. Beside the tiredness that keeps colouring my day I have to say I did have a very good time. First of all I love those scouts, they give me so much, but also ‘cause I had the chance to see a friend of mine who I had not seen for the last three years. CIAO R.!.

Ok, the journey began quite late in the evening...


Actually this is not the station where we’d begun our adventure, but it’s always a station.

We’d been hosted by a community called “Giovani Educatori della Pace”. La comunità è una casa famiglia che ospita ragazzi in difficoltà dai 18 ai 30 anni. Gli ospiti restano in quella casa per un anno in cui sono spinti e sostenuti in un viaggio che li porterà dove non c’è nessuna guida se non loro stessi; dove non c’è alcuna mappa se non tutti i loro giorni passati, dove non ci sarà più solitudine perché scopriranno sé stessi come luogo abitato; saranno per una strada che garantisce sempre un’altra possibilità perché tutti hanno il diritto di sbagliare e di ricominciare, di cadere e poi di rialzarsi, di urlare o di parlare sottovoce e sempre essere ascoltati. Si ritroveranno in un luogo che già conoscono ma illuminato da una luce nuova, forse all’arrivo non saranno più belli del giorno della loro partenza, ma questo nessuno riuscirà a farglielo credere.

Anyhow, la serata l’abbiamo trascorsa in compagnia, R. ed io ci siamo ritagliati un’oretta per raccontare questo lasso di tempo in cui non ci eravamo più visti. Anzi direi che ci siamo raccontati.

La domenica invece l’abbiamo trascorsa svolgendo un piccolo servizio per la comunità ospitante. Ora, dire che abbiamo risolto qualche loro problema è poco, ma di sicuro dopo la nostra partenza avranno di sicuro avuto qualche lavoretto fisico da fare. Eccovi le foto of our great work in the house and outside the house.







Everything was done under the pressure and supervision of Emmaus…



Ma cosa succedeva, nel frattempo, ai muri dove prima alloggiavano tanto serenamente le porte?





Ovviamente come a buon lavoratore si raccomanda, we had a nice lunch too



Un grazie particolare a C. poi a R.M.L.W. e ovviamente a I.M.e L. Spero di rivedervi presto!!

14 February 2007

have a look @ my spirit!!!

The other day I was really knackered during one of my classes @ the Uni. I could really not pay attention to what the professor was saying that I had to do something. As I couldn’t leave the class I went for spiritual walk, I mean not with my mind, but I left my body and happily I began to look @ all my classmates, and myself, from outside the window…
Can you see my spirit?

11 February 2007

WHAT A WONDERFUL DAY #2

Ebbene sì, anche oggi è stata una bella giornata all'aria aperta.
Prima di tutto devo dire che oggi svolgo il mio turno di servizio in cucina. Tuttavia, come succede regolarmente dall'inizio dell'anno; ogni volta che mi tocca cucinare arriva qualche benefattore con il pranzo già fatto per tutti i frati...
A questo punto non so se la Divina Provvidenza voglia più bene a me, oppure ai frati per cui dovrei cucinare... vorrei tanto avere l'opportunità di fare un fantastico sfornato di tonno e patate che ho fatto una volta per le mie sorelle M ed S...

Comunque, anche se alla fine non ho cucinato ho però dovuto lavare piatti, bicchieri, pentole e tegami per più di un'ora. Alla fine ho concluso lavando il pavimento con Nelsen Piatti perchè non ho trovato il detersivo per pavimenti... Al di là delle tonnellate di schiuma che si sono formate nel secchio è venuto tutto pulito :-)

Appena terminato di fare CINDERELLA MAN come Russel Crowe - yeah right!!! - sono uscito per una passeggiata di più due ore al Tuscolo; una montagna qui vicino. L. ed io ci siamo arrampicati in 40 minuti, ecco alcune foto:

#1: esperienza di speleologia



nella grotta più piccola d'Italia



#2: qui L. si è cimentato in un'ardua prova di equilibrio



#3: qui mi sono dato una bella stirata dietro un sasso



#4: questo invece è il resto di una villa romana, solo ville romane da ste parti, chissà come mai...



#5: qui invece ero stanco e mi sono riavviato verso il convento, che era ancora a un'ora di strada, passando per un'antica via romana, romana...chissà come mai...



#6: e per finire, passando per il centro di Frascati, in fermento per il carnevale, ho visto come a questo evento socio-culturale partecipino proprio tutti...anche se con facce non tanto allegre...

WHAT A WONDERFUL DAY

Ebbene sì, ieri è stata proprio una bella giornata. Da tempo avevamo deciso di andare a fare un giro tutti insieme non appena avessimo finito gli esami, e così è stato. Ieri era il 10 Febbraio e come tutti voi (CHI?) sapete era S.scolastica, sorella gemella di S.Benedetto. Si racconta che un giorno la santa, per desiderio di stare in compagnia del fratello ed evitare che lui tornasse al suo monastero pregò il Signore perchè facesse venire una forte tempesta in modo che non si sarebbe potuto muovere. Così accadde...e così pure deve aver pregato ieri S.Scolastica...ma il tempaccio non ci ha di sicuro fermato.

In questo nostro viaggio siamo di sicuro passati in un tunnel spazio temporale; anzi il temporale c'era di sicuro...



andando indietro nel tempo abbiamo visto subito un castello medioevale...





il temporale però non si è fermato lì, anzi siamo andati ancora più indietro e siamo capitati in pieno periodo romano:




nonostante questo siamo stati sorpresi da altro, più interessssSSSsSsssSSSssante. Credo che ci siamo trovati su un'isoletta deserta, chissà se era la stessa del Signor Robinson e di Venerdì, anche se iera era sabato though... Guardate un pò dove deve aver vissuto quest'uomo che ha ispirato film e libri...



Certamente chiunque fosse stato a vivere nella capanna sull'isola misteriosa doveva aver molto tempo per se stesso, infatti guardate che cos'ha costruito? Spinto probabilmente da un forte sentimento religioso ha innalzato dei totem, ma probabilmente la sua educazione cristiana lo ha anche spinto a costruire una croce un pò sui generis:




Forte vero? Le cose interessanti che però si possono trovare in una spiaggia sono molte di più e il mare le consegna ad una velocità impressionante. Infatti mentre camminavamo verso il fortino e i resti delle ville romane non abbiamo visto nulla, al ritorno invece abbiamo avuto la possibilità di fare un pò di sand-surfing...


L'acqua non era freddissima e in due ci siamo bagnati i piedini, quelli nella foto sono i miei, belli vero?



Fin da piccolo mi è sempre piaciuto arrampicarmi; ricordo le lunghe passeggiate con G. in cui risalivamo fiumi pensando di andare alla scoperta di qualche tesoro; si arrancava su sassi bagnati e scivolosi, ci si bagnava fino alle ginocchia, ma nessuno mai si faceva male o si ammalava. Qui sono salito proprio sull'edge di un muretto romano; devo ammettere che ho avuto qualche problema per voltarmi e tornare indietro :-)


beh, ora credo che posso concludere con due belle foto, a presto miei cari lettori e ci si sente alla prossima

9 February 2007

una sola pecora

e questa notte crollo...

questa mattina sono andato a fare un corso ad un Liceo Scientifico che è in autogestione per una settimana. Scritte quasi sempre illeggibili ricoprivano muri e banchi; segno di degrado? Non credo proprio, ma voglia di potersi esprimere liberamente da parte di una generazione che non riesce a farlo in altro modo. Andando al di là delle scritte si possono leggere grida di ragazzi che hanno voglia di essere ascoltati, ma forse questo, non lo sanno neanche. Appelli e contrappelli dei professori, la burocrazia si è sostituita al rapporto sano e bello che potrebbe nascere tra colui che sa e chi deve invece ancora apprendere. La conoscenza non è una merce, ma come tale spesso viene venduta obbligatoriamente a chi invece non la vuole comprare; tuttavia ne farà tesoro.
Buona notte a tutti (A CHI?)

5 February 2007

a proposito di pecore... about sheeps

ok ok cari amici e lettori (chi?); devo ammettere che sono stato un pò lazy in questi giorni, ma non avevo idee o pensieri che valesse la pena condividere con voi (con chi?) o coi quali arricchire il mondo dei blogger...pensate un pò com'ero ridotto...
i miei neuroni (COSA?) dopo l'ultimo esame di Storia della Chiesa si sono presi una bella vacanza. Al momento mi diletto facendo qualche lavoretto di pulizia in convento, oggi ho smontato il presepe della chiesa - a dire il vero alla fine mi sentivo più smontato io - poi come opera di carità vado nelle camera dei miei fratelli che ancora studiano e li porto a giocare a biliardino. Ovviamente ho più tempo personale per la preghiera e questo mi ricarica sempre. Il momento clu (ma come si scrive? e da dove deriva?) è la passeggiata dopo pranzo. C'è sempre un bel sole e così salgo a villa Torlonia - domani farò qualche foto e la pubblico, anzi no domani non vado - e faccio un giro di tre Km esatti. L'altro ieri mia sorella S. ha detto che si è comprata un conta passi e così, spinto dalla gelosia e dalla curiosità, passeggiando alla villa ho contato quanti passi facessi in un Km...non mi ricordo il numero, ma devo dire che non mi sono per nulla rilassato e non ce la facevo più a contare... è stato peggio che contare le pecore di notte quando non si riesce a dormire. Anzi, avete mai provato a contare le pecore per addormentarsi? Io sì, le vedo che saltano una staccionata; comincio sempre che saltano da destra verso sinistra, ma dopo un pò mi viene male agli occhi, probabilmente perchè seguo troppo concentrato il salto della pecora che è sempre nella stessa direzione - è come se uno seguisse una partita di tennis dove uno non riesce mai a rispondere e la pallina la si vede sempre nella stessa direzione; dopo un pò gli occhi danno fastidio. Così dopo un pò di tempo inverto il salto delle pecore e le faccio tornare verso destra, però a quel punto non so se sono le pecore di prima o sono delle nuove, e quindi non so se andare avanti con la numerazione oppure mi devo fermare perchè sono le stesse pecore... a voi (A CHI?) non succede?




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