a friar style?

well...I simply didn't know what to do during a chilly november night... different thoughts came up to my mind... different cliks lead my hand to a friend's blog...and I wanted the same.

31 May 2007

l'Amore non può essere a due

l’Amore non può essere a due

Questa domenica celebreremo la solennità della Santissima Trinità; in un certo sento la possiamo considerare come un punto di arrivo, della fede che ci viene insegnata da Cristo. Abbiamo conosciuto il Figlio, che ci ha rivelato il Padre e con lui ora ci dona lo Spirito, un unico Dio.

Nel suo cammino terreno Gesù è l’ultima parola del Padre, è la parola definitiva sulla rivelazione di Dio che ci ha creato per amore, ma un amore del tutto nuovo, sconosciuto completamente all’uomo. Cristo quindi non poteva dirci di più, e nulla di più può essere detto. Cosa significano allora le parole che ci rivolge con la promessa dello Spirito della Verità? Non promette una conoscenza nuova come la intendiamo noi; ma la conoscenza nel linguaggio biblico è sempre esperienza. Ecco cosa promette, un’esperienza d’amore che è sempre nuova, che per opera dello Spirito si rinnova costantemente e per questo è necessario un cammino per imparare a portarne il peso.

Gesù ci mostra come portare al limite questa esperienza d’amore, che è la Croce; al di là di quella non si può andare: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” [Gv 15,12]. Questo limite d’amore in cui ci imbattiamo come nostro massimo però non è un punto d’arrivo; ce lo mostra proprio la croce diventando quella donazione massima che ci apre verso un amore che non ha confini; ecco che lo Spirito ci guiderà alla Verità tutta intera. La verità nel linguaggio Giovanneo è la pienezza di Dio che per noi diventa relazione con lui.

Come possiamo quindi essere partecipi di questo amore? Vivendo, facendo esperienza di un amore che è come quello che unisce il Padre il Figlio e lo Spirito Santo; l’Amante, l’Amato e l’Amore. Cosa vuol dire per noi partecipare a questo amore? È possibile? Vuol dire NON SOLO amare il prossimo, il mio vicino, come me stesso – Dio si ama in sé stesso all’interno della Trinità – e nemmeno vuol dire amare più persone come mio prossimo. Se siamo ad immagine di Dio allora dobbiamo amare come Lui ama. Vuol dire far partecipare l’Altro all’amore che io ho per il mio prossimo che amo come me stesso.

Mi spiego meglio, l’Amore non può essere a due. Un amore a due rimane necessariamente chiuso. L’amore vero, quindi come quello dal quale ha origine, è sempre aperto ad un terzo. Nel caso della Trinità l’amore tra il Padre e il Figlio è vissuto con e nello Spirito. L’amore quindi è per costituzione generativo, espansivo, comunionale e aperto all’altro. Per amore Dio ha creato, per mezzo dell’amore l’uomo genera e dà vita. L’amore tra uomo e donna deve diventare perfetta non imitazione dell’amore Trinitario, ma esperienza di questo amore, che apre la relazione dei due amanti ai figli prima e poi a tutti coloro che fanno parte della loro vita.

26 May 2007

NOT a simple day...

Yesterday I drove all the way up to Tuscany in order to do my last - AND I MEAN MY LAST - RMN. I was with my br. R. On our way back, where we would have stopped for a brief visit to his aunt, our little van decided to have a break for a smoke



We called the friary to know whether we subscribed to the ACI (which is a street aid service, or whatever is called in English). We obviously got a negative answer and they nicely said "let us know what you do"... THANKS FATHERS.... anyhow, it was only 13.30 under the Italian sun.

We left the engine to rest for a while and then we started again @ a very very slow speed. We prayed St.Raffaele and St.Petrovic, who apparently makes miracles when water is involved, we lack water for the engine but we found a bottle by the street side - thanks Petrovic!!

Anyway, to make a very long story short I bet images will explain you better how we did NOT sort out the problem...






Finally we had to thanks the Italian Railway because all the treins were late



but @ the end we were back in our nice and welcoming friary in Frascati



JUST TO SHARE MY JOY FOT THE DAY, MY PARENTS, MY SISTERS AND MY THREE NEPHEWS ARE COMING FOR A DAY VISIT TODAY. Last time I saw my nephew #3 he was 8 months old, now is almost two... will he remember me? :-(((

24 May 2007

can you spot it? - and my inner colour

ok, some of you might think that spotting the CUPOLONE is easy... now you do it!



Ok ok, I give you a hint. If you were closer it would like that:



do not complain that the first picture is a bit blurred (I actually don't know whether it's the right word), because every time I go there I'm without my glasses and I see like in the picture. :-)


Ok, more serious stuff; got this from Muisto's blog and find out my colour is BLU. I would say that I it's ok, but sometimes I feel more green or yellow. can anyone tell me what they mean? I do not really believe it but it's something to think about.


Your Inner Color is Blue

Your Personality: Your natural warmth and intuition nurtures those around you. You are accepting and always follow your heart.

You in Love: Relationships are your top priority, and this includes love. You are most happy when you are serious with someone.

Your Career: You need to help others in your job to feel satistifed. You would be a great nurse, psychologist, or counselor.


I tag with "your inner colour"
my sister M and Forget me Not and Paula and Gabrielle and Joakim

21 May 2007

a simple day

Ok, are you ready? I'm gonna show you my favourite spot here in the friary. I longed for the good weather in order to stay there and thinking, praying, watching around, and more thinking, hopefully not falling asleep as it would be a bit dangerous. If you ever think "mmmhhhh what is br.Freddie likely to do now?! well, I might be on the roof... I'm used to "hide" there after lunch - it's going to be too hot though - and before going to bed, staring @ Rome and trying to spot the "Cupolone" (St.Peter's dome) which I'm sure they move every day...






Today I had to face some reading for next Tuesday exam "moral"... I could not stay in my room in the company of that book only. So I went outside, sitting under a wonderful wisteria. Just after few minutes I had there a couple of friends of mine turned up, I could not refuse them...









good night everyone
Pace e Bene
br.Freddie

17 May 2007

VII domenica di Pasqua - Ascensione del Signore

VANGELO DI COMUNIONE

Con l’incarnazione la seconda persona della Trinità, il Verbo di Dio, prende su di sé la natura umana diventando vero uomo – in tutto uguale a noi tranne che nel peccato. La solennità dell’Ascensione invece mostra un momento ed un movimento consequenziale a quello dell’Incarnazione; un movimento che è tutto a nostro vantaggio in quanto eleva la natura umana in seno alla Santissima Trinità. I greci pensavano che Dio fosse il motore immobile e che non fosse soggetto ad alcun mutamento, infatti un qualsiasi cambiamento avrebbe significato mancanza di perfezione o prima o dopo il mutamento. I giudei ritenevano che Dio fosse, sì il Dio vicino, ma nello stesso tempo il “totalmente Altro”; Gesù sorpassa queste due visioni, rivela L’IDENTITÀ DI UN DIO CHE È VUOLE ESSERE PERFETTA COMUNIONE CON LA SUA CREATURA; arriva ad ammettere un mutamento in sé in quanto il Cristo non si separa più dalla sua natura umana; così come aveva fatto nell’Incarnazione senza lasciare la sua natura divina.

I discepoli diventano testimoni di questo avvenimento e lodano e adorano Dio, restano a guardare il cielo ci dicono gli Atti. Perché possono diventare testimoni? PERCHÉ HANNO FATTO ESPERIENZA DEL RISORTO. Noi stessi, senza esperienza personale e NON dico INDIVIDUALE, non potremmo mai diventare suoi testimoni.
Come possiamo fare esperienza per evitare di rimanere a guardare il cielo? Dove dobbiamo andare? Cosa dobbiamo fare? Prima di tutto dobbiamo comprendere come L’ASCENSIONE DEL SIGNORE NON SIA SEPARAZIONE INTESA COME DISTACCO.
Cercando un’immagine che spiegasse questa separazione non come allontanamento, mi è venuta in mente l’immagine del parto. Il bambino che si stacca dal corpo della madre è creatura nuova, indipendente, ma nello stesso tempo fortemente legata alla madre; lei stessa staccata per la prima volta dal figlio non è di certo da lui più lontana; ma nasce un vincolo d’amore intenso – si fermarono a guardare il cielo – che apre l’uno all’altro e poi al padre e poi a tutti gli altri. Si vede quindi che è solo grazie a questa separazione, questo stacco del figlio dalla madre, che può nascere una nuova e più ricca comunione d’amore.

Una comunione d’amore che si fonda e cresce nell’esperienza che l’uno fa dell’altra; così dobbiamo fare noi con quel DIO CHE DISTACCATOSI DA NOI RIMANE TUTTAVIA IN UNA COMUNIONE D’ESPERIENZA. Qual è quindi l’esperienza che possiamo fare noi? Due cose ci suggerisce il vangelo.

La prima è una vita di conversione continua. Conversione, dal greco METÀNOIA, significa, come abbiamo visto altre volte, cambiamento di pensiero. Se facciamo l’etimologia della parola greca ci dice “CIÒ CHE È OLTRE A QUELLO CHE PERCEPIAMO” (mèta = al di là, oltre, dopo; e noeò = percepire, pensare, ma anche l’effetto del percepire); conversione quindi non è un tornare a qualcosa, a qualcuno, ma è un andare avanti, un progredire, un sorpassare continuo, non è un tornare a Dio dal quale di sicuro veniamo, ma è un andare verso di Lui… percepiamo quindi la separazione del Cristo che deve ancora tornare, ma ci è chiesto di andare al di là di questo in forza della comunione – NELLO SPIRITO SANTO – che ci ha lasciato: “sarò sempre con voi, fino alla fine del mondo”.
La seconda e forse più importante esperienza che possiamo fare è quella del PERDONO “saranno predicate a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati”. Non intendo il perdonare, che è comunque sempre opera di Dio, ma dell’esperienza di essere noi stessi perdonati da Dio e dall’altro.
Talvolta può essere capitato che abbiamo chiesto a qualcuno “scusa per questo o quest’altro…” ma abbiamo mai detto “mi puoi perdonare per questo?”. Sentiamo la forza di questa semplice frase, come ci rimette in faccia il nostro male, il nostro limite e la nostra stessa creaturalità.
In maniera ancora più forte dovremmo vivere il perdono sacramentale che è infatti detto “sacramento della riconciliazione”, RICREA QUELLA COMUNIONE – di cui sopra – tra l’uomo e Dio; cancellazione e unione fondata sulla morte e risurrezione del Cristo “ed ecco il velo del tempio si squarciò in due”.
Vivendo questo nella pienezza, viviamo in quella comunione lasciataci dal Cristo risorto e asceso al cielo. L’adorazione e la lode diventano quindi non un atto umano sic et sempliciter, ma sono prima di tutto una risposta esperienziale alla nuova condizione umana.
Lode e adorazione che quindi non si possono separare dal ringraziamento a Dio per averci creato dal nulla all’essere divinizzati in comunione perfetta con Lui.

I'll be away for a two day retreat... I deserve it...
see you soon
F.

THANK YOU THANK YOU THANK YOU!!

Well, as many of you might guess now, the title is for my sister M. who's sent me a wonderful present. A very very nice quilt which already lies on my bed:



As my sister is a very nice one, she'd put something else into the parcel:



You might not appreciate the quilt, YOU'D BETTER NOT!!, but beside the fact that it's so well hand-made, you must know there's such long and big work, thinking and creativity behind its making. I will paste here what my sister has written in her blog - http://www.quiltwhileyoureahead.typepad.com/:

Tuesday, 08 May 2007
my brother's quilt...
I do believe that the reason why I like quilts is that they 'talk' to you. Sometimes the colours and the fabrics do the talking, sometimes the stitching and the constructions, sometimes the patterns used. Sometimes they tell us about the past, about people. Sometimes they're well wishes for the future. Sometimes they're dreams and hopes.
When my little brother asked me for a quilt I knew it had to say something more than 'please snuggle under me' - although that is a perfectly good excuse for a quilt in my books too!
See... he's a monk, a Franciscan monk, and I wanted to tie together this new life of his to us, his family. Given that St Francis turned his back to his rich lifestyle and devoted himself to a simple life I first of all opted for a simple design, then instead of buying lots of new fabric (ah... the temptation I had to resist!!) I used old material cut from shirts and dresses.



A linen dress I wore when I went to see him once at college (I had just found out I was pregnant with my first child and I was dying to tell him...), some of my dad's shirts, and some of Mr M's ... and fabric left over from the quilts I made for the boys...

I really liked the browns and blues together, but it was too 'serious' and boring. And my brother is neither of those. So I took inspiration from a prayer St Francis wrote to jazz up the lot.



Following the prayer the coloured squares represent the sun,

the moon and the stars,

the wind and the water,

the earth/plant/animals,

and the physical death,





On the reverse is a different story altogether... I made a mosaic of all the bright fabric, so if he wants he can use it this way up too. It was hard to combine all the different clothes fabric, they're soft yes, but oh so slippery too! The quilting is sparse and echoes the seams.



I like the result. It'll never win prizes at quilt shows, but it has meaning and it was done with love. It's simple... and it's not.
And it's the thought that counts, isn't it?

Enjoy it fratellino!
THANK SISTER!

can anyone tell me how...

ok, from the beginning then!

As most of you know, I'l have nine exams @ the Uni next month, and I shall be study every day, every hour, every minute and so on. Therefore I decided to have a day off yesterday. I went to see Chagal's exhibition in Rome, which was absolutely worth the price of the free ticket I got - I mean, I did like it!
anyway, before coming back to Frascati I went to the Palatino friary, a very old monastery right in the middle of the ancient Rome. The friars are there since 1260 A.D. - not the same friars obviously... have a look of the little cloister:



As you can see, I was on the roof and the landscape was gorgeous. I could see the Colosseo, the Vatican, and many other old and new palaces of Rome.

Beside the beauties of Rome the sunset was absolutely incredible. Now my title-question. I’ve always been told that you can’t take a picture of the sun, easily understandable; yet I tried – easily understandable too… and look what I got:





how come the sun looks black? I tell you there was no eclipse, even if I'd love to see one. how is it possible?

OK, I'm gonna do some work now; I have to prepare a catechesis for tonight.

F.

15 May 2007

RMN

yes, another RMN... and I almost fell asleep inside the tube... I really need some good sleep!

Anyway, today is Tuesday and as every Tuesday we have a fraternity night; yet I think I'm going to bed as soon as I can.

See you all soon

freddie

PS: my sister's quilt, actually my quilt, is really in the post now; if you don't know the story have a look @ my sister's blog; the link is on the sidebar.

PPS: for those of you who enjoy and most of all believe in prayers I would ask you to pray for little Francesco, a wonderful three years little boy - half English and half Italian, who's been diagnosed with leuckemia.

13 May 2007

FREDDIE NEEDS

Sunday Morning...I'm not usually @ the computer now, but I did have to check whether I got an urgent email...did not get it.
Anyway, I went to Muisto's blog to reply her comment and blogging around I found this stuff.
Simply goes on google main page and type "your-name needs" - I've written "freddie needs" quotation mark included.
do not open the links, simply read the texts that appear and you can copy the texts.

this is what I got:

Why Freddie Needs Some Good Advice
how do you know that? but I can't tell you on what matter

Freddie needs his fans' help to beat out all the other guys
right! I can't do all by myself...

Freddie needs flexibility
ok, I know I'm quite tough sometimes but...

Freddie needs our help
YES PLEASE!! I HAVE NINE EXAMS IN JUNE...

Freddie needs a rescue space
well said!! some rest before, during and after the exams

Freddie needs an additional knee
actually, I would need a new heart valv and a new back

freddie needs to sing
what do you say sisters?

Freddie needs to have hip surgery
Hope not!

Freddie needs to go on a diet
yeah right... and I would look like a.... ok, maybe just a bit :-)

ok,that's it for now. please do and let me know your needs!
F.

11 May 2007

don't know!

I just want to thank A.P. who's been here today; I was actually waiting for him since after lunch, then I got msg saying he would have been in @ 16.30 but he didn't get on the train...anyway, he made it @ the end, and I was glad to have him here for a nice walk and chat. his girlfriend is afraid he might become a friar...I mean, NO WAY! He's gonna be a very good husband.

What else to say? ok ok I should have studied today, but you know...it's Friday and tomorrow is Saturday, and exams won't begin until June...damn close...'n't? I’m sure I'll make it anyway. I've realized that after 9 years @ the university, even if it's my second degree - sister M. mine was a University and not a College.... eh eh eh - I feel a bit tired to put again more stuff in my head - I forbid my sisters to say anything about my head, THEY KNOW WHAT I MEAN. i think I should buy some memory extension.

Well, one last thing my dearest readers (WHO?). I was used to visit my sister M's blog but now I've been forbidden as she put the picture of a quilt she'd made for me and it should be in the post by now... as she wants me to be surprised I can't visit her blog until I'll receive it, can anyone tell me what it looks like? is it nice? I'm sure it is, but I'm so curious...

ok, good night and blog to you soon
F.
PS: can anyone else tell Alexa I won't be able to go to her wedding?

8 May 2007

week-end con gli SCOUT

il tragitto è stato davvero bello, da Monte Romano fino a Civitella Cesi, o qualche cosa del genere. Tranne la domenica che abbiamo camminato per sei Km sotto la pioggia, il tempo ci ha assistito per fare tutte le attività programmate.
Credo che le foto parlino più delle parole















4 May 2007

V Domenica Pasqua - Anno C.

L'AMORE CHE RINNOVA

Il brano dell’Apocalisse che la liturgia ci offre questa domenica è davvero di una grande consolazione; è un brano, come anche la prima lettura che non può che infondere gioia nel cuore del credente e relegare nelle tenebre colui che non vuole credere nel Cristo Risorto.
Sembra esserci uno stacco improvviso tra le prime due letture e il brano del vangelo di Giovanni. Ci viene presentata “l’Ora” della passione – Giuda esce in quell’ora per poi tradire l’amico e il maestro. È in quell’Ora che il Cristo viene glorificato e con lui il Padre. Mi sono quindi chiesto come sia possibile questo? Tutta la liturgia ci parla d’Amore e di gioia e la glorificazione avviene proprio quando questo amore viene rifiutato e tradito. Cos’è che glorifica il Cristo e il Padre suo? Dice S’Ireneo “la Gloria di Dio è l’uomo vivente”; ecco perché qui il Cristo è glorificato, non c’è più, in sua presenza e alla presenza del Padre, l’uomo che ha liberamente scelto la via della morte. Qui Gesù, nonostante sia l’ora della passione è in compagnia di soli amici “non vi chiamo più servi, ma amici…”, di persone che lo amano (anche se qui forse sarebbe utile la distinzione greca tra filos e agape… l’unico infatti che Gesù amava è colui che resta con lui fin sotto la Croce…).

Adesso è già quel Dio-con-loro, con quelli che in questo cammino che ci è dato ora, si sono lasciati toccare dal suo amore, SONO GLI UOMINI VIVENTI che hanno scelto la sua via e che, non danno, ma sono la gloria di Dio; nessuno può dare la Gloria a Dio, ma possiamo essere la sua gloria se viviamo pieni del suo amore, cioè del suo Spirito.
Ecco perché in questo momento in cui sembra che le tenebre abbiano la meglio, l’uomo stesso diventa forte in virtù dell’amore che ha saputo cogliere dal Cristo.

Il comandamento nuovo “amatevi gli uni gli altri come Io vi ho amato” non poteva essere “sprecato” alla presenza di chi aveva già scelto liberamente di non vivere nell’amore e del suo amore. È un momento di profonda intimità tra amici e solo qui poteva essere dato l’ultimo e il più grande dei comandamenti. Sembra che Gesù non abbia dato un’altra possibilità a Giuda, ma mi vengono in mente qui, oltre ad altri passi della Scrittura: “Se qualcuno poi non vi accoglierà e non darà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dai vostri piedi” [Mt 10,14], e ancora “Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi”[Mt 7, 6], dicevo ricordo le parole di Santa Teresa Benedetta della Croce – Edith Stein – che dice “DIO NON S’INCHINA DAVANTI A NULLA SE NON ALLA LIBERTÀ DELL’UOMO”.

Giuda ha scelto per sé stesso, si è fatto padrone del suo destino, e in quel momento di tentazione non ha saputo accogliere la novità di Gesù di Nazareth. Col suo amore Gesù si è costantemente rinnovato, sotto la guida dello Spirito si è sempre mostrato nuovo persino ai suoi discepoli che fino alla fine non riescono a cogliere la profondità e la novità di quell’uomo, rimanendo costantemente stupiti. Gesù, con la potenza dello Spirito, dell’Amore, arriva non solo a testimoniare il Padre, ma a farlo vedere “Filippo, chi vede me ha visto il Padre mio” [Gv 13,9]. È con l’amore che si testimonia il Padre, che si è la sua Gloria; ci dice il vangelo “da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri”. Non siamo noi diretti testimoni, ma è l’amore che sappiamo prima accogliere e poi vivere il vero testimone del Dio-con-noi. Paolo e Barnaba dopo aver rinsaldato la fede delle comunità da loro visitate ci fanno in verità capire come sia stato Dio che ha compiuto ogni cosa “riferirono tutto quello che Dio aveva compiuto per mezzo loro”.
Solo se viviamo nello Spirito, se sappiamo amare di vero amore gratuito e donativo… “come Io ho amato” possiamo scoprire una rinnovazione, un miglioramento per non dire perfezionamento continuo nella nostra vita. “Ecco io faccio nuove tutte le cose” il suo amore in noi. Diventiamo noi stessi quel già-e-non-ancora del Regno di Dio costruito dal Paraclito.

La scoperta della novità che c’è in noi è possibile solo in un discorso di donazione, è in quel gesto di gratuità, di espropriazione continua che nel nuovo comandamento siamo chiamati a vivere. Se invece di rimanere aperti alla novità di noi stessi che ancora non conosciamo ci chiudiamo in noi, pretendendo di sapere chi siamo fino in fondo e quindi comportarci di conseguenza, ci ritroveremmo a chiuderci all’opera dello Spirito in noi, Spirito “che non sappiamo da dove viene e dove va”. Possiamo dirci, anche nel bene, sono fatto in questo modo, o in quest’altro, quindi posso e devo comportarmi solo in questo modo, ecco che ci chiudiamo a qualche cosa di nuovo che può esserci in noi; assumiamo anche un atteggiamento che spesso rischia di metterci in conflitto con l’altro, perché tendenzialmente non si è disposti a cedere su ciò che ciascuno crede di sé stesso. Ricordo infatti un altro passo della scrittura “Terminate queste parabole, Gesù partì di là e venuto nella sua patria insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove mai viene a costui questa sapienza e questi miracoli? Non è egli forse il figlio del carpentiere? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle non sono tutte fra noi? Da dove gli vengono dunque tutte queste cose?». E si scandalizzavano per causa sua. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E non fece molti miracoli a causa della loro incredulità” [Mt 13, 53-58]. Vediamo come chi è chiuso verso l’altro, come chi non è disposto ad accettare l’accoglienza dell’altro, l’amore per l’altro, e ha già una sua idea sul chi sia l’altro stesso non gli permette in fine “di operare miracoli”, di mostrare una novità che è sempre potenzialmente bella.

Questa è la forza e la bellezza del comandamento nuovo, il renderci sempre nuovi per l’altro, capaci di stupirci a vicenda e quindi diventare testimoni dell’amore di Dio-con-noi.

1 May 2007

LA VOCE DEL CROCIFISSO

Il vangelo che la liturgia di propone questa domenica è breve ma veramente intenso. Tutto il Vangelo, in generale, ci parla del Cristo di Dio; di Gesù di Nazareth che crocifisso ci rivela Dio, ed è Dio stesso. Gesù ci parla del Padre con la sua parola ma ancor di più con le sue opere [v 25 – le opere che faccio in nome del Padre mio esse mi rendono testimonianza].

In questo brano di oggi invece, non c’è più un’opera, ma chiara esplicazione di chi sia Gesù – io e il padre siamo uno. Paradossalmente, davanti a questa chiarificazione, siamo come smarriti, così come i giudei erano invece scandalizzati. E’ importante notare come QUEST’UNO non sia un qualche cosa che escluda tutto il resto al di fuori di sé, al contrario chiama tutti a parteciparvi. Il Figlio dice che nessuno può andare a lui se non è il padre a guidarlo, e alla fine il Figlio darà tutto al padre. Nella loro relazione c’è una stretta complicità, uno stretto scambio d’amore il cui oggetto, di questo amore, SIAMO NOI. Possiamo ritenerci i più piccoli, le persone più indegne sulla terra; non importa: nelle mani del Figlio diventiamo dono per il Padre e nelle mani del Padre siamo dono per il Figlio; noi tutti siamo dono non solo l’uno per l’altro, ma anche dono per Dio, dopo che lui ci ha donato a noi stessi. È solo partire da questa consapevolezza che veramente possiamo vivere donandoci all’altro. Come possiamo donarci l’uno all’altro? Ce lo dice il buon pastore di questo brano.

C’è infatti, credo, un passaggio interessante in questi pochissimi versetti. In tutto il vangelo si sottolinea, giustamente, la necessità di saper ascoltare la parola di Dio e quindi di metterla in pratica. Qui c’è un passaggio dall’ascolto della Parola, ALL’ASCOLTO DELLA VOCE. Ci possiamo infatti chiedere, dopo che ascoltiamo la parola di Dio che è abbondante nella nostra vita, “quanto ascolto la sua voce? La so riconoscere in mezzo al frastuono del quotidiano?”

Se riflettiamo bene ascoltare la voce dell’altro che ci parla è assai diverso dall’ascoltare le sue parole, e dalla voce molto si può comprendere.
Ognuno di noi può essere, per l’altro, voce di Dio, anche senza essere parola di Dio – mi spiego meglio.
La parola di Dio è, in un certo senso oggettiva, sempre nuova, dinamica, creatrice, ma è la “Sua parola” e non tutti se ne fanno testimoni, anzi, qualcuno può pure tentare di distruggerla; ma tutti sono, se sappiamo ascoltare, voce di Dio.
In che modo? Di base c’è l’amore; se ascoltiamo con amore, allora tutto diventa per noi la voce del pastore da seguire. Diceva Giovanni Paolo II che col bene possiamo vincere il male; quel bene che nasce in noi, dono di Dio, per tutti. E’ nostro compito e dovere vedere il bene nell’altro perché la voce di Dio riempia le nostre giornate. Credo che questo sia anche un aspetto della spiritualità francescana. Francesco testimone di Dio che è presente in tutto e in tutti. L’amore quindi non rende ciechi ma dà la capacità di una visione diversa anche dove sembra regnare solo il male.

Nei rapporti personali se l’altro mi ferisce, mi attacca e mi accusa ingiustamente, dice menzogne su di me certamente non mi diventa testimone della Parola di Dio; ma se so ascoltare quella persona, nel senso di andare al di là delle parole, POSSO FORSE SENTIRE UN GRIDO DI AIUTO, UNA RICHIESTA D’AMORE CHE MAGARI NEPPURE L’ALTRO SA DI COMUNICARE. Quante volte ascoltando i ragazzi, i loro problemi, le loro tantissime paure e incertezze sento nascondersi dietro una richiesta di affetto, di amore, di pienezza di vita che non trovano.

Ecco che ascoltando la voce DIVENTANO PER ME VOCE DEL CROCIFISSO che, nel pieno della sofferenza e dell’abbandono grida “Dio mio Dio mio perché mi hai abbandonato?” E cosa vogliamo fare con il crocifisso? Lo lasciamo lì appeso oppure cerchiamo per lui consolazione?

Ecco che il riconoscere la voce del buon pastore ci spinge a seguirlo, a seguirlo lì dove c’è più bisogno, lì dove c’è quel male che ci attacca. ECCO CHE IL COMANDAMENTO DELLA PAROLA DI DIO DI AMARE IL NOSTRO NEMICO, DIVENTA, PER ME OGGI, VOCE DI CHI MI ACCUSA E DI CHI MI FERISCE.