Nel mezzo del cammin della mia vita
mi ritrovai per una città bilingue
e senza vita.
Un dì però incontrai donzelle
che scoprii poi essere
tre grazie graziose e belle.
Non posso certo narrar di loro
come fosser
bronzo argento e oro;
non v’è sentimento alcuno
che possa dir di loro
senza ingelosir l’amor di qualcuno.
Ogni amante vorrebbe piacere
ma di esse l’Amore ha scritto,
quel che ora state a vedere.
Vorrei narrar l’altezza
e dei lunghi cappelli neri
ma la mente mia non è avezza
a sì femminea figura
che in paradis preannuncia
non esserci cosa oscura.
L’amore l’ha rapita
da chi volle tanto amare
e fin in fondo l’ha colpita;
ha provato l’amor di Grazia
non certo comprendendo
che tutto questo poi ti strazia;
fino all’intimo or si piega
con la compagna veritiera,
in ginocchio sper che prega.
Della seconda in paradiso
con grande gioia e mio diletto
è segno forte del sol sorriso.
L’amore anch’essa ha visitato
e conosciuto il gran tesoro
l’ha lasciato ma non scartato.
A un altro d’amore che sarà fonte
il destino l’ha chiama per incontrar
colui ch’a lei bacerà la fronte.
L’amor ti chiede d’aspettare
per meraviglia regalare
a chi non sola farà volare.
La terza Grazia assai corretta
del paradiso certo mostra
che ci sarà sol cosa perfetta.
Aggettivi non ne trovo
per narrar di tale donna
ma scusate se ora provo.
L’amore l’ha rivestita
di gioielli e di vestiti
e d’ amici l’ha asservita.
Le giornate vive lieta
e se la vedi non comprendi
che anche il cuor di lei è seta,
Grazia forte e sempre attenta
mano bella e tanto ferma
per far gente più contenta.
E infatti ecco che ha incontrato
un amor non di passaggio
che affianco a lei sarà narrato.
I colori del suo cuore
posso creder siano tanti
ma non mancan molte ore
perché di un solo lei si vesta
senza fretta e con gran gioia
e addobbandosi la testa;
e quel giorno tutto bianco
è il tuo giorno bella Grazia
e io sarò al primo banco.
Le tre grazie tutte insieme
potrò ancora rivedere
grazie al giorno che non teme
di accoglier vero e certo amore
davanti all’altare
del Signore.